LA VITA E' TROPPO CORTA PER UNA BANALE HI FI , questo è il motto della DENSEN
Ebbene,lo devo ammettere, i miei riferimenti sono stati, nel corso degli anni, più o meno sempre gli stessi, nomi che , per mia personale esperienza, e quindi da non prendere come oro colato, hanno superato indenni gli anni o più semplicemente l'interesse. Tra questi mi piace ricordare , nel campo dell'amplificazione più recente Linn e Krell,e Primaluna . Densen era un nome che avevo considerato relativamente, soprattutto perchè importato da ditte che non trattavo. Una serie di prodotti danesi, certamente non pubblicizzati sulle riviste, sempre pronte a pubblicare recensioni entusiastiche di qualsiasi prodotto , purchè paghi adeguatamente pagine di pubblicità. Eppure il costruttore è noto, basta una ricerca sulle riviste di anni fa per trovare il Densen Beat, ancora in produzione, per capire la filosofia di progetto e la longevità dei prodotti, sintomo di oggetti tesi a dare soddisfasione ai loro proprietari per lungo tempo, e non trascinarli nella follia tipicamente "audiofila" dell'oggetto obsoleto dopo 6 mesi dall'acquisto, follia accentuata qualche anno fa dalla vera e propria malattia da audiovideo....
Come le Vandersteen sembra che l'estetica del Densen B 130 sia controversa. La purezza del disegno, la semplicità tipicamente nordica delle linee ( accentuata parecchio nella finitura alluminio ) lo rendono ai miei occhi semplicemente perfetto. E'un amplificatore, alluminio finemente spazzolato, display, e pochi essenziali comandi. Telecomando ( si chiama Gizmo) opzionale.
Già le caratteristiche tecniche comunque confermano l'idea di un oggetto decisamente di classe superiore. 80 watts per canale su 8 ohms e 160 su 4 ohms, sintomo di una ottima e anabolizzata alimentazione. L'alimentatore è un 500 VA, coadiuvato da ben 100.000 microfarad !! La sezione degli ingressi comprende: CD, TUNER, LINE 1, che all'occorrenza, tramite un modulo opzionale da inserire internamente, può essere configurato come phono, sia MM che MC, con numerose possibilità di variare impedenza di ingresso, sensibilità e guadagno, LINE 2, due ingressi denominati TAPE che possono ovviamente accettare lettori DVD, BLUE-RAY, ma anche l'uscita analogica di un computer o di un dispositivo APPLE, e un in out per un processore esterno. Le uscite sono due pre out, nel caso di biamplificazione attiva o passiva, e la classica morsettiera per le casse. Interessante leggere che il costruttore fa notare come la morsettiera delle casse, pur essendo comunque funzionale, rifugge dalle pur bellissime WBT e compagnia bella, ritenendo che quelle utilizzate fanno benissimo il loro dovere senza far spendere inutili soldi.
I comandi, essenziali, 4 per parte simmetrici e in centro il display, sono a pulsanti asserviti da microrelè. Con un paio si alza ed abbassa il volume,con un paio si sceglie la sorgente, e con uno si inserisce l'eventuale processore. Facile, vero?
Internamente si può notare il grande toroidale incapsulato in un contenitore ,la selva dei condensatori marchiati Densen ( i componenti di serie non ritenuti all'altezza del progetto vengono costruiti in casa ) e la tecnologia SMD .
E, dunque, come suona questo oggetto? solita quantità di cavi XLO, TRANSPARENT, AUDIOVECTOR e altri che illustrerò a breve. Le casse, per rimanere in Danimarca, sono le Audiovector.
Tutti quelli che lo hanno ascoltato, e anche chi poi lo ha acquistato, magari solo il modello inferiore, il B 110 o i più impegnativi pre e finale, sono concordi nel definire il suono di questi prodotti come estremamente naturale e pulito, esente da forzature o colorazioni , con una notevole disinvoltura nel non farsi notare se non per dolcezza e trasparenza. Anche in questo caso è difficile descrivere un amplificatore che cerca di non suonare, di non aggiungere o togliere nulla. Difficile quindi discutere di bassi o di alti.
La recensione potrebbe finire anche così , senza parlare di altro. Il volume sale, la musica è piacevole e appagante, cosa chiedere di più? La Traviata è splendida, commovente, disarmante per compostezza e neutralità, le Audiovector, talmente neutre da non esistere, e rimane paradossalmente una sorta di insoddisfazione. tutto qui? nulla di esplosivo, di spettacolare? ma dove sono i bassi tellurici? gli alti radiografanti? Ci sono, ci sono tutti, ma sono discreti, al loro posto , coi colori, e gradazioni , le porzioni giuste.
Certamente non si ascolta l'ampli o le casse, ma la magia della musica, quel qualche cosa che ogni giorno sembra sfuggirci, affievolito, allontanato . Non so come definirlo, ma questa amplificazione è come se mettesse degli occhiali a chi "crede " di vederci bene, ma, all'improvviso, vede meglio, più definito, più chiaro, con una diversa prospettiva. Un ampli da 10 e lode.