Benvenuti nel sito ALTRA MUSICA di Fabio Fabris

Benvenuti nel sito ALTRA MUSICA di Fabio Fabris - ALTRA MUSICA di fabio fabris

Dal 1993 Altra Musica fornisce consulenza, installazione e vendita dei migliori prodotti HI FI scegliendoli non solo per le caratteristiche sonore, ma anche per l'estetica e l'affidabilità. Nel corso degli anni lo scopo è sempre stato lo stesso!! La passione per la musica, prima di tutto, e la sua corretta riproduzione
Per questo motivo Altra Musica conserva tutte  le prove tecniche, e gli articoli di tutti i prodotti HI FI recensiti dalle riviste italiane, e molte di quelle estere, dal 1969 ad oggi, anche per riscoprire , in quest'epoca dove la parola d'ordine sembra essere "digitale", tutto il fascino e il grande suono dell'era analogica.
Set up e controllo di giradischi , bracci e testine, in particolare del famoso LINN LP 12
Servizio di trasferimento su Hard disk o su Nas di rete dei propri CD per ascolto tramite  lettori DS
Riconatura altoparlanti, restauro apparecchiature d'epoca

                                                                                                                                                  

 

 IL  NUMERO DI TELEFONO DEL NEGOZIO E' 0418779503 CELLULARE  3283113702 .

 

 

AGGIORNATO IL il 7 luglio  2016 nella home page con RECENSIONE CAVI HARMONY e nella sezione foto con NUOVI GIRADISCHI TRANSCRIPTORS

Nella GALLERIA FOTOGRAFICA  una sezione dedicata agli LP  Original Master e una selezione di LP dalla mia  collezione


MUSICA LIQUIDA
Il mondo dell'appassionato di musica ma soprattutto di HI FI, il cosidetto "audiofilo" è sempre stato poco propenso, e a volte a ragione, e  piuttosto dubbioso per quanto riguarda le novità tecnologiche, basta ricordare la oramai passata ( o forse no?....)  diatriba che vedeva  il suono del CD a confronto con quello dell'LP... Non poteva quindi far eccezione la “musica liquida" termine decisamente poco adatto per definire una rivoluzione in campo audio  Ovvio che non si sta parlando di una fruizione di bassa qualità, ma di sistemi, per la prima volta, che non utilizzano supporti fisici,e che permettono, tramite software ad alta definizione e adeguate apparecchiature audio, di godere la musica finalmente senza il "rumore" del supporto fisico, sia esso LP piuttosto che CD
La "musica liquida", quindi, non è "un altro formato" dopo gli innumerevoli tentativi del mercato, come DVD audio SACD DCC Minidisc ecc, ma forse come non mai, la maniera migliore, e sicuramente la più comoda, per gestire la propria raccolta musicale e ascoltarla al meglio.
Parola di "audiofilo" !!

STEREOGUIDA E LA SCALA DI BOSTON

STEREOGUIDA E LA SCALA DI BOSTON - ALTRA MUSICA di fabio fabris

Spesso mi capita di rovistare tra le centinaia di riviste di hi-fi che tengo nel magazzino del negozio (il bagno....)  Una volta erano ben catalogate , per anno e numero, ora sono accatastate più disordinatamente. Si tratta di tutte le riviste di alta fedeltà che sono uscite in Italia, dal primo numero di Stereoplay, con Raffaella Carrà in copertina, a Suono, Audiovisione del mitico Marino Mariani di bianco vestito , passando per Superstereo, Audioreview, Stereo ecc fino al recente Fedeltà del Suono  Mi sorprendo leggendo, rileggendo , riviste che erano leggibili, interessanti, certamente più piacevoli di quelle di oggi, che oramai denunciano lo scarso interesse per questa nostra bellissima passione e che tirano avanti con pessimi risultati dal punto di vista estetico e dei contenuti, con enormi ed orrende fotografie  per riempire pagine altrimenti difficilmente riempibili con le parole. Vedere le centinaia di pagine dei Suono degli  anni 70-80 e le striminzite 95 pagine quasi tutte di orrenda e volgare pubblicità e poi di nulla...fa amarezza e dispiacere soprattutto a chi, come me, ha dedicato la sua vita lavorativa in questo settore. Io e molti altri si aspettava l'uscita di Suono in edicola, ed erano settimane di lettura per le prove tecniche, sempre accurate e professionali, per i contenuti, le indagini di mercato, le recensioni dei dischi, e che dischi.....Ora una di queste riviste, quelle superstiti ( per quanto ancora? ) si legge in 15 minuti e onestamente senza alcun interesse. Ma probabilmente è così in tutti i settori.....Cercando una vecchia prova mi sono inbattuto nel primo numero di STEREOGUIDA, una rivista a tema che usciva con cadenza trimestrale, parallelamente a Suono e Stereoplay,  dell'inverno 1976-1977, era pubblicata dal gruppo Publisuono, quello di Suono e Stereoplay, appunto. Il numero uno trattava dei giradischi, essendo in quel periodo l'unica, vera, sorgente hi-fi  (come ora, del resto....) La rivista è ancora in ottimo stato di conservazione nonostante siano passati 40 anni
La rivista prende in esame i giradischi dell'epoca dividendoli per marca e prezzo e  una selezione di " prove" principalmente fotografiche dove venivano analizzati i più famosi giradischi presenti sul mercato. Ci sono anche semplici e dettagliate spiegazioni, ancora assolutamente valide , su come installare una testina sul braccio, sui  vari tipi di trazione, cinghia o direct drive, differenze tra testine MM e MC e 16 prove dall'economico lenco L 82 da 125 mila lire al costoso e lussuoso Denon 3500 F da oltre un milione di lire ( siamo nel 1977 e uno stipendio medio era di 300 mila lire mensili ) Incredibilmente in queste prove vengono analizzate le caratteristiche tecniche principali o almeno quelle che a quei tempi erano considerate tali, ovvero wow e flutter e rumble e precisione dei giri, ma mai che si parli DI COME SUONANO !!  E quelli che sulla carta, in base alle caratteristiche tecniche, praticamente tutti i trazione diretta, avrebbero dovuto essere i migliori, vennero rapidamente dimenticati, mentre altri , uno in particolare continua ad essere prodotto, che non sembravano avere prestazioni  altrettanto eccellenti, sarebbero poi risultati all'ascolto, più raffinati e ben suonanti. Quindi " che cosa" distingueva un giradischi "ben suonante " da uno con "eccellenti caratteristiche tecniche" non era chiaro a molti costruttori, che progettavano e costruivano il giradischi per...far girare i dischi. Che sembra la cosa più ovvia del mondo, ma non lo è, non lo era nel 1976 e purtroppo non lo è ancora oggi, visto che portare a spasso un disco LP a 33 giri e un terzo è la cosa più facile che deve fare un giradischi. Nella realtà le cose sono estremamente più complesse e certamente più difficili da spiegare, visto che basterebbe per un momento pensare  a quante "informazioni " ci sono all'interno di un solco di un paio di decimi di millimetro. dalle armoniche di un violino, grandi pochi micron, fino alle esplosioni strumentali della Sinfonia Fantastica, passando per le cannonate della 1812 o la chitarra di Hendrix. Quindi, semplificando il tutto, quello che distingue un giradischi da un elettrodomestico che " gira i dischi " è la sua  capacità di mettere nella condizione la testina di "estrarre informazioni " microscopiche dai solchi

Proprio perchè microscopiche, una università americana, alla metà degli anni 80, con la collaborazione della rivista The Speaker redatta dalla Boston  Audio Society, cercò di analizzare il processo di riroduzione di un disco LP , ingrandendo il tutto, con un microscopio,  circa 5000 volte, così da poter portare a dimensioni " quasi visibili"  (dal microscopio)  le informazioni più piccole, grandi , appunto, solo pochi micron. Per "vedere " queste modulazioni , però, le pareti del solco diventavano alte circa 50 cm. Si trattava, a questo punto, di "ingigantire " tutto di 5000 volte .... e così la fragile puntina in diamante  diventa alta circa 6-7 metri e il cantilever circa  15 . La testiina che è lunga 2 cm diventa grande come un grande condominio.  Il braccio di lettura, lungo dai 21 cm per i modelli da 8 pollici fino ai 30 cm dei 12 pollici, diventa lungo da 1 a 1.5 km.....la massa del braccio, circa 9 grammi e il peso di lettura di un paio di grammi diventano....potete immaginarlo.  Durante l'ascolto del vostro disco preferito la puntina sopporta tremendi cambi di direzione per via delle modulazioni, brusche accelerazioni, cambi di gravità per tentare di rimanere saldamente all'interno delle pareti del solco e lo deve fare per circa un chilometro ( la facciata di un disco dura circa 25 minuti, quindi un disco LP circa 50 minuti, per 33 giri sono circa 1650 giri, per una media di 50  cm a solco  ) la frizione dalla puntina con il solco stesso porta la temperatura dello stilo ad oltre 150 gradi  ( reali, non ingranditi di 5000 volte ! ) non per nulla è consigliabile riascoltare la stessa facciata di un disco dopo mezz'ora, se non addirittura dopo un giorno. In un semplice brano musicale ci sono enormi quantità di frequenze a differenti livelli e le pareti del solco contengono frequenze basse che letteralmente portano a spasso stilo e cantilever  e contemporaneamente ci sono frequenze e armoniche molto più piccole che devono essere lette. Le informazioni più piccole sono mediamente grandi un milionesimo di millimetro !

Queste sono solo alcune delle enormi difficoltà che un giradischi deve superare , o tentare di superare, per permettervi di ascoltare i vostri dischi nella migliore maniera. Quello che a questo punto dovrebbe sembrare chiaro è che il giradischi , cioè la base del giradischi, NON può avere tolleranze di costruzione superiori a quelle delle modulazioni che lo stilo deve estrarre dal solco.  Quindi il giradischi dovrebbe, per poter ben suonare, essere un miracolo e un capolavoro di precisione meccanica e non  può ricorrere all'elettronica ( quarzo o controlli elettronici ) per tentare di correggere una eventuale scarsa qualità meccanica poichè qualsiasi sistema elettronico interviene per  correggere eventuali problemi di velocità o altro, evidentemente DOPO che l'errore è avvenuto, correggendo quindi l'errore con un ulteriore errore...

 

 

 

 

 

 

 

NAIM UnitiQute 2

NAIM UnitiQute 2 - ALTRA MUSICA di fabio fabris

Non è un mistero per nessuno che Naim è stato un marchio che ho  tenuto in casa per molti e molti anni, ancora dai primi pre e finali 62 e 110, per poi arrivare agli stupendi monofonici 135. Lo chiamavano " l'impianto della regina " perchè era quello della Regina Elisabetta.  Ancora adesso un super impianto. Giradischi Linn LP 12 con braccio Ittok e testina Koetsu , pre Naim 72,  Naim hi-cap, cross-over Naim Naxo e relativo alimentatore, ben sei finali Naim 135 e casse Linn Isobarik. Il famoso six pack. Una sorta di mega coordinato, dove ogni elemento era pensato, studiato ed ottimizzato per ottenere la famosa "sinergia".  Peccato non aver potuto tenerlo.  Ora certamente sarebbe ancora in grado di dare notevolissime prestazioni musicali. Erano gli anni 80, molte , moltissime cose, cambiarono ( troppe ?) e anche Naim , col tempo propose i primi lettori di CD ( il notevolissimo CDX, due telai con alimentazione separata ) e gli stupendi diffusori SBL , IBL e DBL . Raramente gli appassionati Naim hanno cambiato Naim con altri oggetti, forse per via del suono, dell'estetica non comune, della soddisfazione di avere un oggetto al di fuori delle mode e dai condizionamenti del mercato . E, credo, Naim , ha sempre accontentato questo tipo di esigenze.  Fino al 2000 , anno della morte di Julian Vereker fondatore e progettista del marchio, i prodotti erano sempre stati fondamentalmente gli stessi, con una estetica piacevolmente spartana, ma estremamente personale. La linea attuale è indubbiamente la logica conseguenza, estetica e di progettazione. Naim è rimasto Naim a tutti gli effetti, impossibile non riconoscerlo per l'estetica o dal suono.  La linea UNITI system, è la risposta del marchio inglese alle sempre più forti esigenze di un mercato , quello dell'HIFI, in relativa crisi di identità, oramai chiamato a confrontarsi con informatica, sistemi basati su musica in rete , la , così definita, musica liquida. Certo non si tratta più di una novità,  vendevo i riproduttori Linn DS 5 anni fa.   UNITIQUTE 2 è.....difficile da descrivere, visto che è un lettore  audio, multi-sorgente ed un ampli integrato, in grado di riprodurre stream UPnP con risoluzione fino a 192 Khz.  Elevatissima la versatilità, permettendo di gestire varie sorgenti, una frontale 3.5 analogico digitale, un ingresso USB per iphone, ipod o chiavette di memoria, radio FM, DAB e radio internet , posteriormante due ingressi ottici e due coassiali, un ingresso analogico ( un pre phono...) antenna per cavo RJ45 Lan, antenna FM, uscita pre per un finale Naim ( o qualsiasi altro finale....ops) connettori  per una coppia di diffusori e un ingresso miniUSB per eventuali aggiornamenti. Ovviamente si possono collegare sorgenti come un DVD, box tv , console per videogiochi ecc. Ah, dimenticavo. Uscita cuffia !! Il set-up, il collegamento alla rete risultano estremamente semplici ed intuitivi ( realmente plug and play e non , come spesso succede, plug and...pray ) Per chi utilizza un iPhone o un iPad è possibile scaricare una app dedicata che trasforma il dispositivo Apple in un formidabile telecomando, con una eccellente grafica, La potenza è circa 30 sanissimi watts per canale ( connettori rigorosamente solo 4 mm femmina )  Come al solito non facile parlare del suono di un oggetto, viste le numerose variabili in gioco, possiamo dire che i 30 watts sono sempre stati assolutamente abbondanti con i diffusori disponibili in negozio . L'impianto era, anzi, è, composto dal lettore CD Naim 5, dai cavi AirTech ( segnale rete casse ) e diffusori Astri Aries 3. Quello che per qualcuno è sembrato un basso asciutto, in realtà è frutto di un eccezionale controllo in gamma bassa, esente da qualsiasi forma di rigonfiamento, e questo con qualsiasi cassa acustica,  qualsiasi cavo, con qualsiasi sorgente, segno che si tratta di una caratteristica dell'ampli. Un senso del ritmo talmente particolare ed accentuato che qualsiasi diffusore sembra prendere una marcia in più, e non è una questione di timbrica, ma di una sorta di energia che il Naim riesce a trasferire praticamente a tutti gli altoparlanti. Qualcuno mi ha detto che si tratta anche di una caratteristica dei cavi AirTech, fatto sta che il suono assume una capacità di coinvolgimento assolutamente straordinaria, inedita. Che il lettore cd Naim CD 5 sia splenddo è risaputo, ma, collegato con il cavo Snaic all'UNITIQUTE , diventa addirittura spettacolare, grande, profondo, tridimensionale. Anastasis,  dei Dead Can Dance. suona praticamente come dal vivo, come li ho ascoltati  circa 3 mesi fa a Padova, stessa pelle d'oca, stesso coinvolgimento emotivo, Brendan Perry è perfetto. Da Naim,  la scena è profonda, un lieve effetto monitor tende a dare risalto ai minimi particolari, ma, quello che stupisce, ripeto, è la coinvolgentissima energia, riscontrabile normalmente solo dal vivo. Facciamo lavorare i convertitori a 192/24. Claire Martin , Linn Record. Anche con file ad alta risoluzione sembra che ritmo ed energia siano le cose che prima colpiscono.  La timbrica è correttissima , la voce femminile riccha di dettagli , ferma in centro della scena e di dimensioni naturali. Chi ama le recensioni ricche di frasi ad effetto, di termini roboanti o lunghe descrizioni forse rimarrà deluso, ma questo  Naim non ne ha bisogno. Si tratta di un oggetto assolutamente straordinario per completezza delle funzioni, semplicità di utilizzo e come fedele riproduttore musicale, adatto praticamente sia all'audiofilo evoluto, il quale troverà pane per i suoi denti, sia, soprattutto , alla persona che desidera ascoltare musica nella migliore, fedele e semplice maniera. E scusate se vi sembra poco

 

DIFFUSORI TAGA HARMONY PLATINUM 100 V2

DIFFUSORI TAGA HARMONY PLATINUM 100 V2 - ALTRA MUSICA di fabio fabris

Districarsi nel panorama infinitamente vasto dei diffusori ( il mercato come già scritto propone quasi 300 marchi con circa 6000 modelli ) dai prezzi più disparati partendo dai 100 euro e finendo a prezzi da supercar, e trovare un prodotto che sappia dire e dare qualche cosa di diverso, con caratteristiche, prezzo, suono e non ultimo, estetica, è realmente difficile

Normalmente poi i nomi che vengono in mente sono sempre gli stessi, e, appunto, non vale neppure la pena ripeterli.  Bisogna venderli, quindi li troviamo tutti per bene allineati sugli scaffali, o in mezzo a forni a microonde e cellulari. Estetica accattivante e suono uguale.  Ma forse va bene così  . I diffusori costosissimi, quelli che con il prezzo di due woofer e un tweeter ti compri una 12 cilindri non li conosco, non li ho mai ascoltati, e onestamente non mi interessano. Non interessano a me e neppure ad un mercato serio dell'alta fedeltà.  E'stato per merito di Stefano Mazzoli e di Suono e Comunicazione e della loro notevole esperienza e passione che ho cominciato a trattare un marchio decisamente poco conosciuto ( per ora ) almeno in Italia. All'estero, lette le notevoli recensioni, è conosciuto ed apprezzato. Si Tratta di TAGA Harmony, un mix davvero ben riuscito di progettazione europea e manodopera cinese .  La gamma ben articolata  parte da un diffusore da libreria da 220 euro, con woofer da circa 13 cm , cono in kevlar, sospensione in gomma e tweeter in titanio, e culmina con una torre , la Platinum 100V2 appunto, di rara cura estetica , 3 vie 4 altoparlanti.

Questi diffusori sono stati provati nell’arco di una decina di giorni con diversi amplificatori e lettori CD, sia a transistor che valvolari, tutti di livello medio/alto;  filtro di rete e cablaggio entry-level altrettanto vario (Kimber mono-wiring, Nordost di segnale), così come i generi musicali ascoltati da formati analogici e digitali (vinile, acetato, CD, HighDefinitionCompatibleDigital-HDCD, DVD-AUDIO, SuperAudioCD, SuperHighMaterial-CD, Blu-Ray disc): classica, barocca, antica, jazz, acid, fusion, etnica, progressive, blues, rock, psichedelia. 

L'ambiente d'ascolto di dimensioni medie (soffitti altissimi) non presenta particolari rifrazioni (legno grezzo alle pareti, tappeti persiani); il bass-reflex frontale garantisce un’estrema libertà di posizionamento (persino negli angoli la timbrica praticamente resta immutata), molto più sensibile risulta invece il grado di convergenza/divergenza del pannello frontale rispetto all’ascoltatore (timbrica, panoramica e definizione mutano considerevolmente anche con pochi centimetri di rotazione).  La resa acustica è equilibrata, viene privilegiata la coesione del messaggio sonoro, dettagliato a livello di micro-definizione ed immagine, pur mantenendo una sorprendente musicalità e timbrica su tutto lo spettro udibile.  

Il coinvolgimento, anche ritmico, è considerevole con qualsiasi incisione provata, così come degna di nota è la dimensione del panorama sonoro che ampiamente supera i confini del diffusore, in larghezza, profondità ed altezza, nonostante le già importanti dimensioni (e peso) dello stesso. 

Merita notare anche la cura per i particolari estetici ed i materiali, tutti di livello superlativo (le foto parlano da sole); in particolare i coni dei quattro woofer, la base antivibrazione e le punte fornite di serie sono eccellenti.  

 Importante ricordare che queste casse, essendo estremamente trasparenti, non possiedono una specifica personalità: la musica non viene interpretata, sostanzialmente si ascoltano le elettroniche (amplificatore, lettore cd, giradischi); ci si deve aspettare quindi una propensione ad essere inflessibili verso le sorgenti di mediocre qualità e le incisioni poco riuscite, in favore dell’assoluta fedeltà verso la fonte.

 

 

 

 

 

 

 

CAVI HARMONIX BY COMBAK e far diventare un impianto hi fi uno strumento musicale

CAVI HARMONIX BY COMBAK e far diventare un impianto hi fi uno strumento musicale - ALTRA MUSICA di fabio fabris

 

 

Da molto tempo non scrivevo una recensione su uno degli oggetti hi fi più controversi, i cavi di collegamento

Chi mi conosce conosce anche abbastanza bene quello che penso a proposito dell'argomento cavi , e sa bene che non mi sono mai fatto influenzare dall'estetica o dal prezzo ( ovvero, dai prezzi astronomici di alcuni cavi forse si, nel senso che non riesco a giustificarne in nessuna maniera le cifre assurde )

Negli anni d'oro dell'alta fedeltà, anche gli impianti più prestigiosi, quelli che erano orgogliosamente messi in mostra al centro del salotto , erano cablati con la famosa classica piattina e a nessuno veniva in mente che in quei pochi ( o tanti ) metri di spezzone di rame si potessero perdere informazioni musicali, al massimo il rivenditore serio ti diceva di usare il cavo il più corto possibile, o magari di una sezione più grossa.

Mi ricordo che sulle riviste si cominciò a parlarne alla fine degli anni 70 e , forse, il primo cavo “esoterico” fu il “The Punch “ , cavo per diffusori sicuramente molto bello da vedere , verde e dorato , che garantiva prestazioni “udibili “ teoricamente  migliori. Penso di averlo acquistato anche io, in quei bellissimi anni 80. Vennero poi i famosi Monster Cable e gli “Esoteric Audio “ cavi con i quali venivano cablate anche le Sonus Faber Snail. Questi ultimi erano certamente i più belli di tutti e, col senno di oggi, anche quelli che potevano probabilmente fare una certa differenza all'ascolto

Ma era solo l'inizio....

Complici, io spero involontarie, le riviste di settore  cominciarono ad esaltare e testare innumerevoli  tipi di cavi, di segnale, di rete, per i diffusori, costruiti con i più svariati materiali e tecnologie, ma soprattutto, con prezzi che dal ragionevole arrivavano all'assurdo, soprattutto in questi ultimi anni, dove la ragionevolezza e la passione è stata sostituita dall'ostentazione e dall'ignoranza

Nessuno vuol mettere in dubbio l'importanza di un corretto interfacciamento tra varie elettroniche ( di qualsiasi fascia di prezzo siano ), la differenza è udibile e non soggettiva, ma non riesco a giustificare prezzi da svariate decine di migliaia di euro. Ma questo è un altro discorso e forse non è il caso di approfondirlo in questa sede

Nella mia personale ricerca di soluzioni che possano realmente migliorare l' ascolto musicale ( e non l'ascolto degli apparecchi..) ultimamente ho avuto, tramite l'esperienza e l'estrema gentilezza di Silvano Del basso di Ethos a Roma , la possibilità di ascoltare e provare dei cavi veramente speciali e diversi da tutti gli altri

Harmonix è giapponese, e questo già significa molto. Gli ingegneri della Harmonix hanno studiato per anni le “risonanze “ degli Stradivari dei Guarneri e Amati scoprendo che questi straordinari strumenti riuscivano ad “accordare “ le risonanze in una unica frequenza, rendendo il suono straordinariamente esente da distorsioni. All'inizio degli anni 90 i primi prodotti Harmonix che arrivarono in Italia erano dei cavi dall'estetica decisamente dimessa, alcuni “bottoni “ che si attaccavano ai soffitti e alle pareti ( erano i tempi dei tube traps....) e alcuni risuonatori che si applicavano sui magneti degli altoparlanti e sui mobili dei diffusori

Attualmente il catalogo comprende anche, oltre a questi oggetti , dei cavi di straordinaria fattura ed estetica, e dei piedini ( ma è enormemente riduttivo definirli così ) da posizionare sotto elettroniche e diffusori . Tutti gli oggetti del catalogo hanno un grado di finitura e raffinatezza veramente stupefacente. Nonostante questa evidente qualità costruttiva non sfoggiano quegli “orpelli “ che tanto piacciono agli audiofili, come scatoline metalliche  in mezzo ai cavi, calze e schermature aerospaziali ecc ecc.

Probabilmente il massimo dei cavi dovrebbe essere il cavo che non c'è, che non si sente che porta il segnale da un cd all'ampli, dall'ampli alle casse ma sappiamo tutti che probabilmente non esiste e se ci fosse....magari non sarebbe adatto al nostro impianto.

I cavi in prova sono gli Harmonix CI 230 MK II di segnale e gli CS 120 per i diffusori. Entrambi i cavi sono il modello “entry level “ del catalogo Harmonix. Il cavo di segnale costa 300 euro la coppia e quello diffusori da 2,5 metri 600 euro , sempre la coppia

I cavi di segnale si presentano esteticamente molto belli da vedere , assemblati con estrema cura e meticolosità, tipica dei prodotti HI END giapponesi . Il costruttore non fornisce molte indicazioni per quanto riguarda questi cavi, si limita a dire che si tratta di un conduttore OFC della più elevata qualità con una particolare configurazione che elimina quasi completamente le interferenze elettromagnetiche, i connettori sono di ottima fattura, dorati e molto robusti Il polo positivo invece è rodiato

Il cavo per i diffusori ha una costruzione simile, e non fa nulla per nascondere la sua nobile provenienza, la sensazione, anche al tatto, è quella di un prodotto studiato nei minimi particolari

Interessante la spiegazione della Harmonix per quanto riguarda la filosofia , in generale, dei suoi cavi. Li considera come le “arterie “ nelle quali transita il segnale tra le varie elettroniche e quindi assolutamente fondamentali per il corretto funzionamento “musicale “ dell'impianto

La versione in mio possesso è terminata in entrambi i lati con robustissimi connettori 4 mm, il grado di finitura è a dir poco maniacale

L'impianto con il quale sono stati ascoltati questi cavi è composto da preamplificatore Klimo, finale Klimo 35, amplificatore BC acoustique 362, 80 watts in classe A lettore CD Naim, diffusori Taga F 60 SE, JBL 4341 cavi Klimo DIS , giradischi Linn LP 12 phono Rega Aria

innanzi tutto credo sia da dire che quando si cambia un qualsiasi componente, che siano cavi o ampli o lettore Cd si deve dare il tempo al nuovo componente di “ farsi conoscere “ dagli altri, quindi i cavi Harmonix sono stati collegati, ma non giudicati subito. Il tempo di un minimo di rodaggio e sono stati ascoltati anche separatamente, anche se , indubbiamente, il massimo si ottiene se usati assieme

Probabilmente se si insiste nel giudicare un cavo in base ai soliti parametri ( bassi, trasparenza ecc ) non si saprebbe esattamente cosa riferire , nel senso che posso indubbiamente dire i bassi ci sono tutti, profondi, definiti, corretti, che gli alti sono trasparenti e dettagliati, che i medi sono naturali ecc, ma c'è “qualcosa “ che non saprei sinceramente descrivere se non col termine musicalità, che contraddistingue questi cavi da tutti gli altri ( o, almeno, da quelli che conosco bene )

Mi ricordo che una simile sensazione la avevo provata con un impianto tutto Audio Note , molti anni fa. I componenti, tutti splendidi e di elevato costo, erano ottimi singolarmente, ma assieme....era una sorta di suono magico.

Ecco, questi cavi fanno questo, fanno il miracolo di dimenticarsi dell'impianto, le voci in particolare sono incredibilmente naturali, commoventi e vive, non sono avanti non sono indietro, sono dove presumibilmente erano durante la registrazione, e sono voci di persone che cantano, vive . Dead Can Dance Anastasis, la voce di Lisa Gerrard è da pelle d'oca, e, a parte il timbro, perfetto, c'è una sensazione di tridimensionalità strana, difficilmente descrivibile e riscontrabile

A volte per descrivere il comportamento di un cavo si dice che sembra sia stato tolto un velo, pulito un vetro che sembrava pulito. Qui sembra sia stato tolto un qualcosa che impediva la naturalezza, se mi posso permettere è come quando si passa dall'ascolto di un ottimo lettore Cd ad un “signor giradischi “ Qualcosa nel nostro cervello riconosce subito quel “qualcosa “ che tutti probabilmente sentono ma pochi sanno descrivere

Spesso ci si fa condizionare dal prezzo di un oggetto, o dal suo aspetto, così da un cavo di grossa sezione si suppone  abbia bassi profondi e potenti, e che magari quello  con sezione piu piccola invece sia con gli alti più rifiniti ed estesi. Nulla di tutto questo coi cavi Harmonix, l'equilibrio è praticamente perfetto, il colore generale è solo lievemente, impercettibilmente,  luminoso, terso, i piani sonori sono perfettamente amalgamati e distinti in profondità e ampiezza, l'effetto 3D non è certo cinematografico ma non credo fosse quello che si desiderava ottenere. In realtà non saprei esattamente come descrivere la sensazione di assoluta neutralità ed equilibrio. Il cavo di segnale, usato per collegare un lettore di musica liquida della Naim all'impianto, conferma anche da solo queste caratteristiche, forse è solo appena più riconoscibile, capace di smussare lievemente alcune incisioni troppo 192/24. Il cavo per i diffusori si conferma, almeno per me, un cavo praticamente imbattibile in questa fascia di prezzo e anche molto, molto, molto oltre. Capace di ottimizzare anche impianti di alto livello con caratteristiche realmente HI END, senza le paranoie estetiche di certi cavi dal costo di una berlina e dalla scarsa sostanza ( ma si sa se uno spende certe cifre....la differenza si costringe a sentirla )

Se questi sono i cavi entry level della Harmonix....mi chiedo come saranno quelli di livello superiore.Ancora grazie Silvano

ALTRA MUSICA di fabio fabris

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LINN LP12 SET UP

LINN LP12 SET UP - ALTRA MUSICA di fabio fabris

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